28 dicembre 2011

Diana Est

Diana Est, nome d’arte di Cristina Barbieri (Milano, 12 giugno 1963), è una cantante italiana, nipote di Mario Lavezzi e interprete di musica new wave negli anni ottanta.
Il nome Diana era stato scelto in onore della dea romana della caccia, mentre Est ricorda il verbo latino “è”. Dotata di una voce non particolarmente memorabile, Diana aveva un aspetto androgino, caratterizzato da un abbigliamento che ricordava nelle prime apparizioni televisive l’antico peplo.
Prima di iniziare la carriera discografica, Diana Est era apparsa per la prima volta in televisione, all’età di 17 anni, come corista per Ivan Cattaneo nel programma musicale Mister Fantasy in onda su Rai Uno.
La carriera artistica fu abbastanza breve. Nel 1982 viene messa sotto contratto dalla Dischi Ricordi, e grazie all’importante contributo di Enrico Ruggeri, autore dei testi dei 45 giri Tenax e Le Louvre (musiche di Stefano Previsti), Diana Est ottiene un successo praticamente immediato.
I produttori creano per lei un personaggio sospeso tra l’antichità classica e il futuro prossimo, con alcuni (superficiali) accenni all’estetica new wave. Le immagini di copertina dei primi due singoli la ritraggono in un sofisticato stile, a metà strada fra la new wave e l’antichità classica. Nel terzo ed ultimo singolo si può notare un drastico cambio di immagine.
Tenax è un inno alla notte: il testo vagamente criptico ed angosciante e la ritmica ossessiva fanno da cornice ad una canzone interessante ed originale. Tenax inoltre sfoggia qualche verso in lingua latina, probabilmente parafrasato da Seneca: “Sed modo senectus morbus est… carmen vitae immoderatae hic est”. La discoteca fiorentina Tenax non ha molto a che vedere con questa canzone, il nome della discoteca probabilmente si riferisce a una nota marca di brillantina per capelli dell’epoca.
Le Louvre si ispira ad un mondo immaginario e sofisticato in cui i dipinti escono dai musei per portare la cultura nella moderna e depressa civiltà “delle banalità”.
Marmo di città è una riflessione sul trascorrere del tempo in un dialogo immaginario con una scultura antica esposta all’aperto.
Diamanti parla di un suicidio, tragico epilogo di una turbolenta storia d’amore clandestino.
I testi scorrevoli e originali testimoniano la veloce maturazione artistica di Ruggeri che di lì a poco avrebbe iniziato la sua fortunata carriera artistica come cantautore.
Diana Est, dopo aver inciso il terzo ed ultimo singolo nel 1984, Diamanti (autori: Oscar Avogadro per il testo e Gian Piero Ameli per la musica) / Pekino (autori: Avogadro per il testo e Ameli e Matteo Fasolino per la musica), scompare dalle scene musicali. Scaduto il contratto quinquennale con la Dischi Ricordi, decide di chiudere definitivamente la sua esperienza musicale, giudicando l’ambiente discografico e la carriera di cantante non adatti a lei.
Il suo ritiro improvviso unito alla riluttanza nel tempo ad apparire dal vivo o come ospite televisiva, ne hanno alimentato la fama e il mito fino ad oggi. Un verso del ritornello di Tenax «forse è già mattino e non lo so» è impresso sul muro della nota discoteca Cocoricò, nel corridoio che dalla piramide porta alle altre sale.
In un’intervista rilasciata a Radio Popolare il 24 gennaio 2004, Diana Est ha espresso giudizi molto negativi sull’ambiente musicale italiano dell’epoca.

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